Hai mai sentito parlare di burnout?
Probabilmente si, ma anche se non conosci il termine, sono sicura che almeno una volta nella vita tu abbia provato sulla tua pelle questa condizione nella quale è molto difficile lavorare e non avere ricadute negative anche in ambito privato.
Partiamo dal significato della parola burnout: in inglese il termine significa “bruciato”, in questo caso
“bruciato dallo stress del lavoro”.
Si fa quindi riferimento ad una condizione di stress legata alla sfera lavorativa e che può manifestarsi con disturbi d’ansia e sintomi fisici e comportamentali.
La sindrome da burnout è una condizione di esaurimento fisico, emotivo e mentale causata da un eccessivo e prolungato stress lavorativo.
Si tratta di una problematica sempre più diffusa al giorno d’oggi e che compromette le capacità di affrontare qualsiasi tipo di impegno, anche il più semplice, con la giusta serenità.
Il burnout si manifesta sia quando c’è un eccessivo carico di lavoro da svolgere in un tempo ridotto (magari senza gli strumenti adeguati) ma anche quando una persona percepisce come eccessive le richieste lavorative che gli vengono sottoposte.
E nel termine percepisce c’è tutto il nostro margine di miglioramento, magari tramite il supporto di un professional organizer, che ha la possibilità di aiutare la persona che “è bruciata” dallo stress lavorativo per fare chiarezza e ritrovare la lucidità necessaria per affrontare tutte le attività.
Sembra che le donne siano più esposte degli uomini al burnout: la causa è dovuta ad un motivo che mi sta particolarmente a cuore: il “principio del carico mentale” ovvero quel retaggio culturale che – anche nei casi di assoluta parità di ruoli e compiti a livello familiare- appesantisce la donna.
Esso si riferisce alla quantità di sforzo cognitivo consumato sia per gestire sia per organizzare mentalmente una serie di attività, inclusi i casi in cui le azioni sono effettivamente svolte da altri.
Nelle moderne società occidentali sono spesso le donne a farsi carico della quasi completa gestione delle faccende che riguardano la casa, i figli e i rapporti interpersonali con familiari e amici.
Sembra che le seguenti caratteristiche caratteriali comportamentali facilitino l’insorgenza del burnout:
- tendenza all’impulsività
- eccessivo bisogno di approvazione
- bassa autostima
Come uscire dal burnout?
Per affrontare la sindrome da burnout è necessario, innanzitutto, riconoscere di “esserne affetti” individuando per tempo i segnali di stress, in particolare se si trascorrono diverse ore davanti al pc dove il rischio di alienazione sembra essere più alto.
Alcuni suggerimenti utili per cercare di affrontare al meglio questa condizione sono:
- fissarsi degli obiettivi raggiungibili evitando di pretendere troppo da sé stessi
- imparare a conoscersi e riconoscere le proprie fragilità e debolezze
- utilizzare l’organizzazione personale come strumento per gestire al meglio il flusso di lavoro controllando l’ansia ed evitando di tenere troppi cerchi aperti.
Ci sono tanti strumenti che possono facilitarti nel lavoro anche in previsione di evitare il burnout; devi solo scoprire quello più adatto alle tue caratteristiche.
E ricorda di non trascurare l’importanza del rispetto dei tuoi bisogni, a partire da una adeguata alimentazione, della qualità del sonno e dell’attività fisica.
Buon mese di febbraio!