Quest’anno ho vissuto questo incontro, che si è svolto nella meravigliosa Ferrara, in duplice veste:
da Responsabile Ufficio Stampa dell’evento, ma anche da Professional Organizer associata con la valigia piena di voglia di ascoltare, imparare e crescere.
Due prospettive diverse ma complementari che mi hanno permesso di osservare da vicino quanto la nostra professione stia diventando sempre più consapevole, riconosciuta e strategica.
Nei mesi e giorni precedenti all’evento, come responsabile ufficio stampa, ho preso contatto con le istituzioni del territorio ferrarese e, grazie alla lungimiranza ed all’attenzione per le politiche al lavoro, i servizi ai giovani e l’impegno per le pari opportunità dell’Assessore Angela Travagli del Comune di Ferrara, abbiamo potuto organizzare una conferenza stampa per annunciare il weekend dedicato all’organizzazione e la call per gli aspiranti Professional organizer.
Continuo ad esserne sempre più convinta: la differenza nelle collaborazioni la fanno le persone che si incontrano e l’impegno dedicato da entrambe le parti.
(Non fidarti mai di chi crede di sapere già tutto!)
Condivido volentieri la sintesi di quanto ho appreso dai due formatori presenti all’evento nel caso possa essere utile anche a te.
💎 “Dal Valore al Valore” con Annalisa Corti
Partecipare per la seconda volta ad un approfondimento professionale tenuto da Annalisa Corti ha messo in luce gli aspetti che devo assolutamente migliorare nella gestione del mio business: la parte più commerciale e quella relativa alla gestione e consapevolezza sul fatturato.
Probabilmente, nonostante abbia la partita dal 2018, vivo ancora con una mentalità da dipendente.
Il primo momento formativo, condotto da Annalisa Corti, è stato un viaggio profondo nel concetto di valore autentico.
Non quello che si misura in numeri o fatturato, ma quello che nasce da dentro, dai nostri valori personali e professionali rapportato al momento in cui dobbiamo cimentarsi con la vendita di un servizio o prodotto.
Annalisa ci ha ricordato che, quando siamo coerenti e autentici, non abbiamo più bisogno di “convincere”: attraiamo naturalmente le persone giuste, quelle che sentono risuonare la nostra verità.
Uno degli spunti più potenti è stato questo per me: “vendere è un atto di servizio, non di manipolazione.”
È offrire soluzioni, creare connessioni, liberare tempo e serenità per chi si affida a noi.
Il presupposto dal quale si dovrebbe partire è quello di voler aiutare chi vuol crescere, non salvare tutti.
Abbiamo parlato anche di denaro, con delicatezza ma senza timore: non si vive di sola passione, ma di responsabilità e coerenza.
Ci sono sempre molti tabù psicologici riguardo al denaro che non è un nemico, ma un amplificatore di ciò che siamo: quando agiamo in linea con i nostri valori, arriva come conseguenza naturale, non come obiettivo forzato.
Durante l’incontro con Annalisa abbiamo fatto anche un workshop molto personale dal quale dovevamo far emergere i nostri valori personali e professionali, quelli in sostanza che guidano il nostro operato ed ai quali vorremmo essere associati dalle persone che si affidano a noi lavorativamente.
I miei sono risultati: ASCOLTO, RISPETTO, IRONIA, STIMA, AFFIDABILITÀ.
Se anche tu li riconduci a me significa che sono sulla buona strada!
🤖 “AI for Time Management” con Marco Ambrosini
Il secondo momento formativo, guidato da Marco Ambrosini – Digital Coach, ci ha accompagnati in un terreno oggi inevitabile: quello dell’intelligenza artificiale, per noi P.O. applicata all’organizzazione e alla produttività.
Devo farti una premessa: il mio approccio fino ad ora all’AI era sempre stato un po’ come quello dello struzzo sotto la sabbia: essendo una consulente che opera molto anche attraverso il digitale, utilizza programmi e supporti vari, produce contenuti e grafiche, ho avuto sempre un atteggiamento di chiusura e supponenza nei confronti di questa novità tecnologica.
“Non è che ora questo giochino possa arrivare a rubarci il lavoro!” pensavo tra me e me.
Avevo fatto solo qualche tentativo di utilizzo alla cieca magari per trovare una ricetta facile in cucina o poco più.
Mettere la testa sotto la sabbia può essere davvero pericoloso: pensa se avessero fatto così anche con la scoperta di internet!
È indubbio che internet sia diventato fondamentale per lavorare, non per questo possiamo dire che internet lavori al posto nostro!
L’incontro con Marco Ambrosini è stato per me illuminante e mi ha portato una visione chiara e rassicurante: l’AI non è una soluzione miracolosa, ma un supporto strategico per ottimizzare il lavoro e concentrarsi su ciò che conta davvero.
In un’epoca in cui tutto corre, la vera sfida non è fare di più, ma fare meglio.
Come potrai immaginare ho trovato moltissimi punti in comune tra il professional organizing e la concezione alla base dell’AI.
Ho scoperto infatti, in maniera molto pragmatica, che l’AI – se usato bene-può aiutarci a liberare tempo prezioso da dedicare alle attività più umane: ascolto, empatia, creatività.
Integrare la tecnologia ci permette di alleggerire la parte operativa per concentrarci su ciò che dà significato al nostro lavoro.
Non sostituisce il nostro pensiero, ma ci aiuta a proteggerlo.
Ho capito anche che prima di pensare che un sistema non funzioni, si debba andare più a fondo: se le ricerche generiche non mi avevano convinto in passato, grazie ad Ambrosini ho imparato a costruirmi uno (e più) agenti, in grado- con le informazioni mirate e le domande giuste da pormi- di aiutarmi veramente nel mio lavoro e nelle varie attività che ho da gestire.
✨ Due lezioni, una direzione
Da questi due incontri porto a casa due parole che, insieme, rappresentano perfettamente il futuro della nostra professione: valore e consapevolezza.
Essere parte di questa rete di professionisti che ogni giorno aiuta persone, famiglie e aziende a ritrovare equilibrio mi riempie di gratitudine.
Sono sempre più convinta che ogni libero professionista non possa e non debba “lavorare da solo”, ma abbia l’obbligo di far parte di una o più Associazioni professionali in modo da confrontarsi e crescere continuamente.