Nell’articolo di questo mese ti voglio parlare di un accadimento privato, estremamente personale e che riguarda un ambito fondamentale della mia vita: i miei figli e la mia famiglia, ovvero ciò che di più prezioso ho al mondo.
I primi di novembre è successa una cosa del tutto inaspettata: mio figlio minore, adolescente, è stato ricoverato di urgenza nell’ospedale pediatrico della mia città.
Quel che sembrava una semplice forma virale si è rivelato un tornado che ci ha investiti in pieno.
Era un lunedì mattina, quindi il giorno in cui tutto riparte e si dà lo sprint iniziale alla settimana lavorativa.
Più che di start iniziale a me quel giorno ha dato uno stop: tutto si è “congelato” ed io ho dovuto, ed ovviamente voluto, pensare esclusivamente alla salute di mio figlio.
Fortunatamente abbiamo tanti aiuti, sappiano che avrebbe potuto andare anche molto peggio e quel che gli è stato diagnosticato porta il nome di una patologia cronica e si può gestire ed affrontare con pazienza, costanza e vari controlli.
Non sarà una passeggiata, ma sappiamo perfettamente quanto siamo fortunati.
Io ho passato otto giorni in ospedale con mio figlio, fortunatamente con mio marito abbiamo potuto stargli accanto e vivere il tuo supportati da professionisti competenti ed umani.
Nonostante tutto sono anche riuscita a lavorare dall’ospedale grazie al mio pc ed al wi-fi… quando si dice l’importanza dello smart working! (nella foto dell’articolo la mia postazione smart-ospedaliera)
Tutte le persone con le quali collaboro si sono dimostrate estremamente sensibili e sinceramente di sostegno, ma per come sono fatta io non ho potuto evitare di lavorare anche dall’ospedale.
Perché? Per tanti motivi:
- per non rimanere troppo indietro
- per ottimizzare i tempi di attesa e quelli in cui mio figlio riposava o si abbrutiva giustamente al cellulare o alla tv
- per sentirmi ancora connessa al mondo oltre l’ospedale
- per tenere impegnata la testa ed evitare brutti pensieri
Il lavoro a volte può servire anche a questo.
Sono riuscita a gestire fortunatamente un po’ tutto, ma una riflessione non posso evitare di farla rispetto al momento in cui è scoppiata l’emergenza, ovvero da quando la pediatra ha visitato mio figlio e ci ha mandati al pronto soccorso e poi ci hanno ricoverati: la mia organizzazione personale è stata per me un sostegno fondamentale.
Quando ti succede una cosa del genere perdi la bussola, ti frana il terreno sotto ai piedi e non sai nemmeno più come ti chiami; di certo non hai la lucidità per ricordare impegni e scadenze lavorative, le situazioni da sistemare o semplicemente le persone da avvertire riguardo ai progetti in corso.
Ad esempio, il giorno successivo al ricovero avrei avuto una giornata intera di docenza da remoto con sette partecipanti di sette differenti aziende.
Il tema del corso sarebbe stata proprio la gestione del flusso di lavoro: beh, quando quest’ultimo si interrompe per un imprevisto esterno, dobbiamo poter contare su qualcosa.
Il mio sistema di agenda, il personal kanban, gli allert, le liste e la visione dall’alto dei vari progetti in corso mi hanno aiutato non solo ad avvertire con un paio di telefonate e qualche rapida e-mail le persone coinvolte, ma soprattutto mi ha regalato tanta serenità.
La serenità dovuta al sapere di avere almeno la sfera lavorativa sotto controllo e tutti i cerchi chiusi; non avrei potuto sopportare anche l’angoscia sottile dell’aver paura di aver dimenticato qualcosa di importante e non sapere esattamente cosa.
Ho pensato potesse essere utile la condivisione di questo fatto privato per spronarti ad impostare un sistema che ti supporti nella vita privata e nel lavoro.
Sappiamo non si può prevedere tutto, non possiamo sempre sapere come andranno le cose né pilotarle, ma sicuramente possiamo impostare un sistema che ci sostenga e lasci il nostro cervello libero di ragionare o di, “sragionare” – come si dice in questi casi- quando qualcosa va storto. Ma soprattutto nella normale routine giornaliera.
Buon mese di dicembre, con la speranza che porti a tutti tanta serenità, calore, coccole e tanta gioia.