Organizzazione senza confini: cosa ci insegna il World Organizing Day


Il 20 maggio si celebra il World Organizing Day, una giornata dedicata all’organizzazione personale e professionale.

Una domanda che mi faccio spesso è: perché in alcuni Paesi organizzarsi è considerato naturale… mentre in Italia è ancora percepito come qualcosa di “extra”?

Qualcosa sta profondamente cambiando anche nel nostro paese fortunatamente, molto anche grazie al lavoro di APOI- l’Associazione Professional organizers Italia- della quale faccio parte.

Uno sguardo fuori dall’Italia

In molti Paesi, l’organizzazione personale è riconosciuta come una vera competenza.

Negli Stati Uniti, ad esempio, la figura del professional organizer è diffusa da oltre 30 anni.
Secondo la National Association of Productivity and Organizing Professionals, il settore è in crescita costante, con migliaia di professionisti attivi tra privati e aziende.

Il caso Giappone: l’organizzazione come cultura

In Giappone il tema è ancora più radicato.

Il metodo di Marie Kondo ha reso globale un approccio che lì è profondamente culturale: fare ordine non è solo sistemare, ma scegliere cosa ha valore.

A questo si aggiungono pratiche aziendali come il metodo 5S (Seiri, Seiton, Seiso, Seiketsu, Shitsuke), nato in ambito industriale ma applicato ormai anche agli uffici.

Nelle scuole giapponesi esiste una pratica chiamata gakko soji (掃除):

gli studenti puliscono quotidianamente la scuola (aula, corridoi, bagni)

Questo significa che imparano:

  • gestione dello spazio
  • responsabilità condivisa
  • rispetto per gli oggetti e gli ambienti

In quest’ottica l’attività non è presentata ovviamente come “punizione”, ma educazione civica e organizzativa.

Sempre a scuola:

  • gli studenti servono il pranzo ai compagni (kyushoku)
  • organizzano materiali e routine
  • seguono tempi molto strutturati

Risultato?
L’organizzazione è percepita come parte integrante dell’efficienza, non come qualcosa di opzionale.

FINLANDIA – organizzazione = autonomia

Nel sistema finlandese:

  • si lavora molto su life skills
  • gli studenti imparano a:
    • gestire il proprio lavoro
    • pianificare attività
    • organizzare materiali

Non esiste una materia “organizzazione”, ma è integrata in tutto.

 STATI UNITI – organizzazione come competenza esplicita

In ambito scolastico, universitario ed accademico in generale, ci sono corsi su:

  • study skills
  • time management
  • executive functioning

Si insegnano direttamente: pianificazione, gestione del tempo, organizzazione dello studio.

E per chi ha difficoltà esistono organizing coach anche per studenti.

GERMANIA / NORD EUROPA – struttura e metodo

In molti Paesi del Nord Europa c’è una forte attenzione a:

  • routine
  • pianificazione
  • gestione autonoma del lavoro

Gli studenti: gestiscono agenda e materiali, lavorano per progetti.

Imparano l’organizzazione facendo!

E in Europa?

Nel Nord Europa, in particolare nei Paesi come Svezia e Danimarca, l’organizzazione del lavoro è strettamente legata al benessere.

Secondo l’OECD, questi Paesi registrano livelli più alti di equilibrio vita-lavoro e produttività, anche grazie a:

  • pianificazione realistica
  • minor cultura dell’urgenza
  • maggiore rispetto dei tempi

E in Italia?

Nel nostro Paese, invece, l’organizzazione personale è ancora spesso fraintesa.

Viene associata a:

  • precisione estrema
  • rigidità
  • perfezionismo

Oppure viene vista come qualcosa che “o ce l’hai o non ce l’hai”.

Ma non è così.

Perché parlarne oggi (e perché è importante anche in Italia)

Proprio per questo giornate come il World Organizing Day sono importanti.

Servono a diffondere una cultura dell’organizzazione più sana e realistica.

In questo APOI è assolutamente attiva ed attenta alle esigenze del territorio.

Giusto per fare un esempio concreto nell’ambito dell’educazione scolastica (citata per gli altri paesi), APOI ha in questi mesi portato avanti il progetto AttivaScuola, introducendo in alcune scuole del Friuli Venezia Giulia un metodo innovativo basato su neuroscienze e funzioni esecutive.

Un approccio concreto che aiuta gli studenti a organizzarsi, studiare meglio e sviluppare competenze fondamentali per la scuola e la vita.

Un progetto replicabile in tutte le Regioni.

Gli ambiti nei quali ci si può avvalere dell’aiuto di un professional organizer e migliorare così la propria organizzazione sono: casa, lavoro, cambiamenti, salute e benessere, famiglia, tempo, cambiamenti, scuola ed istruzione.

E spesso il primo passo è semplicemente fermarsi e osservare come stai usando il tuo tempo, le tue energie, la tua attenzione.

Se questo tema ti interessa, o senti che è il momento di fare un po’ di ordine (non solo fuori, ma anche dentro le tue giornate), puoi scrivermi alla mail comunicazione@mariacristinafusari.it

A presto,
Maria Cristina


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