Remove before flight


“Remove before flight” è il messaggio di sicurezza che solitamente si trova posizionato sui componenti rimovibili degli aerei (in particolare dei caccia) per ricordare al pilota, prima del volo, di rimuovere la parte indicata.

Chi pilota un aereo è altamente qualificato per mantenere in volo una macchina così potente, avere la responsabilità di vite umane (dalla sua per primo a quella di altre persone) e gestire la pressione di un’attività così complessa.

Ed allora qual è il motivo di ricordargli forse uno dei passaggi più banali che deve compiere per andare in volo?

Il motivo riguarda la natura dei processi cognitivi che si mettono in atto specie quando si compiono azioni ripetitive e che svolgiamo con abitudine.

Ti racconto una storia vera, ambientata in Ohio nel 1935: durante una gara di volo che serviva a far scegliere all’esercito il modello di aereo da acquistare dalle varie aziende produttrici avvenne un terribile incidente.

La gara era necessaria, ma in realtà l’esercito aveva le idee già molto chiare perché riteneva il Model 299 della Boeing di gran lunga superiore agli altri.

Il tragico incidente successe proprio al velivolo della Boeing.

L’inchiesta successiva e la scatola nera esclusero il guasto meccanico e si optò per un errore del pilota.

Le prestazioni dell’aereo erano incredibilmente superiori alla media, il suo funzionamento però era davvero troppo complesso.

E per questo successe il tragico incidente: nell’eseguire tutte le procedure che dovevano mettersi in atto (molte di più di quelle di un areo equiparabile) il pilota si era dimenticato di disattivare un semplice meccanismo.

Far volare il nuovo aereo era troppo complicato per affidarne la responsabilità alla sola memoria del pilota, per quanto esperto potesse essere, e per questo- dopo questo tragico incidente – fu messo in atto dai collaudatori un elenco “punto per punto” dei controlli da effettuare durante le varie fasi del volo.

Così nacque una delle prime check list.

Il successo di questo tipo di strumento organizzativo si basa proprio sulla possibilità di fallire da parte della memoria umana e dell’attenzione, soprattutto quando si tratta di un’attività che si svolge abitualmente o quando siamo sotto stress per qualche motivo.

Ti ho parlato del contesto “aereonautica”, ma un ambito dove le check list sono molto utilizzate è quello sanitario, specie nelle situazioni di emergenza come pronto soccorso e sale operatorie.

Esistono in entrambi i casi procedure standard di controllo e check lista da controllare solo ed esclusivamente qualora si presentino casistiche particolari (che quindi non fanno parte delle schematiche indicazioni dei passaggi da compiere in condizioni “normali”).

Esempio ne possono essere il riscontrarsi di determinati valori medici, l’insorgenza di complicanze di tipologie varie o, per tornare agli aerei, il caso del carrello delle ruote del velivolo che non si apre o del portellone che si apre in alta quota.

Tornando alla vita pratica di noi che magari non siamo cardiochirurghi di urgenza o top gun, a cosa possono servirci le check list?

Servono a darci sicurezza, a non dimenticare nessun passaggio, facilitano la delega agli altri ed il passaggio di consegne e, last but not least, ci fanno guadagnare un sacco di tempo!

Se viaggiamo spesso per lavoro, avere nelle note del cellulare la check list pronta di cosa ci occorre per quel tipo di trasferta ci consente di non dimenticare mai niente e di prepararci in un attimo (sarebbe davvero comodo avere una check list di base per tutti i tipi di viaggi).

Lo dico sempre ai miei corsi: aver scoperto che uno dei miei figli si era preparato la check list del borsone da calcio e che da allora non ha più dimenticato niente in allenamento è stato per me motivo di orgoglio e la conferma che tanto impegno nel cercare di trasmettere uno stile di vita organizzato ha dato qualche frutto!

Si possono fare check list per ogni argomento: se ci pensi anche una ricetta di cucina comprendendo la lista degli ingredienti e dei passaggi ne è un grande esempio.

Nessuno si può permettere il lusso, ad esempio in un ristorante dove certi piatti si preparano anche di continuo, di non controllare la check list degli ingredienti e dei passaggi della ricetta.

Non a caso le cucine dei ristoranti stellati sono estremamente organizzate!

Come sempre per tutti questi strumenti il supporto da utilizzare deve essere quello più congeniale a noi: quindi che siano le note di un cellulare, un’applicazione, un foglio stampato o un post it, fino al più strutturato Excel l’importante è che funzioni per noi.

Perché la lista sia efficace va anche testata sul campo, quindi va bene prepararla, ma il vero passaggio da una bozza alla check list definitiva avviene solo dopo un primo tentativo di messa in pratica.

Cerca di entrare nell’ottica giusta: la preparazione di una check list non è un lavoro in più, ma tanta fatica in meno per tutte le volte successive e molta più efficacia.

Chiudo con la metafora dei voli con la quale ho iniziato a scrivere l’articolo: utilizzare le check list è un po’ come mettere il pilota automatico!

Buon volo allora e buon mese di Maggio!


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